Come agisce

contatto delicato

La persona che riceve la sessione si distende, vestita, sul lettino. L’operatore appoggia delicatamente le mani sulle diverse parti del corpo e si sintonizza con la persona attraverso il contatto.

E’ questa sintonizzazione che aiuta l’operatore ad indirizzare il suo lavoro: in una sorta di dialogo con il sistema nervoso centrale, segue le indicazioni di lavoro che il corpo mostra.
La persona distesa potrà sentire un profondo senso di rilassamento così come percepire fenomeni di calore, di pulsazione, di qualcosa che si muove all’interno del corpo, o altre sensazioni legate alla sfera emotiva.

L’operatore lavora su tre livelli mentre ascolta con le mani il movimento ritmico che si esprime in tutto il corpo. Con le mani allenate ad ascoltare questi movimenti così leggeri, a livello fisico, applica forze leggerissime di pressione o trazione per tempi lunghi orientate a facilitare e sostenere il ritmo craniosacrale in modo che si amplifichi e si diffonda dappertutto. A livello energetico l’operatore facilita la riconnessione della persona con quei ritmi naturali e lenti che guidano e sostengono la vita. A livello emotivo, l’operatore lavora in meditazione e in questo modo crea un campo di accoglienza non giudicante che permette alla persona di accedere alle proprie emozioni sentendosi al sicuro.

Tocco neuroaffettivo

Il tocco neuroaffettivo è un contatto particolare che ha come base l’attitudine interna dell’operatore: la capacità di essere neutrale e in ascolto accogliente.

Il tocco è fondamentale nello sviluppo di ognuno di noi. Nel neonato privato del contatto fisico, corpo e cervello non crescono in modo sano. Il contatto amorevole definisce i confini del corpo, crea connessioni neurali, matura la percezione di sé, dà sicurezza in sé e negli altri. 

Nel contesto della sessione Craniosacrale, il tocco neuroaffettivo viene veicolato dall’ascolto afferente e neutrale dell’operatore. E’ un contatto che sostiene la regolazione del sistema nervoso autonomo e limbico, aiuta la comunicazione tra i due emisferi, con una percezione di rilassamento e di sentirsi accolti per chi lo riceve.

sessione

“Sistema cranio-sacrale”

sistema cranio sacrale

Il sistema craniosacrale, in questa disciplina, viene visto come il sistema alla base del funzionamento di tutto il sistema corporeo, per cui l’espressione del suo movimento influenza tutto il corpo, sia a livello fisico che emozionale.
Il buon funzionamento del sistema craniosacrale influenza anche la funzionalità degli altri: respirazione, circolazione, omeostasi, postura ecc.
Quando questo sistema è libero di esprimersi, ne consegue una maggiore capacità di salute. Quando il movimento è inibito, il corpo ha più difficoltà ad entrare in contatto con le sue risorse (Matrice Originaria) e ne consegue un minor grado di accesso alla Salute.

Il sistema craniosacrale è un sistema idraulico semichiuso che avvolge il cervello ed il midollo spinale.
E’ addetto alla produzione, circolazione e riassorbimento del liquido cerebrospinale (o liquor). Questo liquido forma l’ambiente fisiologico in cui il cervello e l’intero sistema nervoso si sviluppa, vive e funziona.

La produzione ed il riassorbimento di questo liquido esprimono un ritmico aumento e diminuzione di pressione all’interno del sistema craniosacrale. Questa pressione si trasmette ai confini del sistema, fino alle ossa, inducendo un sottile movimento ritmico che possiamo percepire attraverso le nostre mani. Questo movimento viene chiamato Meccanismo Respiratorio Primario (o Impulso Ritmico Craniale) e viene guidato dal Respiro della Vita. Attraverso il sistema fasciale, un insieme sottile e continuo di tessuto connettivo, il Ritmo si esprime in tutto il corpo ed è anche il più facile da sentire.
Oltre a questo ritmo, c’è un movimento più sottile e lento che appartiene al campo dei fluidi, siamo fatti principalmente di acqua, chiamato Marea Media. Questi movimenti vengono guidati dalle potenze, il campo bioelettrico del corpo, che risponde ad una respirazione energetica molto lenta chiamata Marea Lunga o Campo delle Maree. Quest’ultima respirazione è quella che Sutherland chiamava Respiro della Vita. Oltre a questi movimenti c’è uno stato che si chiama Quiete Dinamica, che è uno stato di quiete ma ricco di potenzialità.
E’ a questi stati e ritmi che l’operatore si rivolge durante la sessione.

Orientandosi ai ritmi e alle qualità di cui il corpo mostra necessità, funge da “guida” per il SNC della persona, che attraverso l’innata capacità di sintonizzazione (che abbiamo tutti, è alla base dell’empatia) ritrova la connessione con le suddette Forze di Salute.

“La nostra farmacia interna”

cervello

Perché è importante la libera circolazione fluida nel corpo? Come dicevamo, il liquor è l’ambiente fisiologico in cui vive il nostro Sistema Nervoso Centrale. E’ molto importante perché il cervello è la nostra farmacia interna. Siamo abituati a collegralo al pensiero, ma la funzione principale del cervello è di mantenerci in salute.
Ha la straordinaria capacità di ricevere informazioni da tutto il corpo e di agire di conseguenza. E’ in grado di produrre le sostanze chimiche che ci servono a seconda delle diverse situazioni e con cui le sue ghiandole controllano il funzionamento delle ghiandole del resto del corpo.
L’espressione della Respirazione Primaria è essenziale per mantenere efficiente la nostra “farmacia interna”.

Un elemento di tensione può provocare disarmonie, anche dolorose, in aree distanti dal punto di origine e si riflette direttamente sul sistema craniosacrale. In risposta a traumi fisici o a stress emotivi, i tessuti corporei si contraggono. Qualche volta, quando lo shock é molto forte o una situazione di stress perdura per molto tempo, i tessuti rimangono contratti. E’ così che la lesione, il disagio, un’emozione trattenuta, la stessa malattia si manifestano come una limitazione alla libera circolazione fluida e una alterazione dei nostri ritmi naturali.
L’operatore dà un’opportunità al corpo di lasciar andare le tensioni e di tornare ad un sistema di funzionamento più libero.